Integratori alimentari, siamo sicuri che facciano bene?

Stando a quanto suggerisce un report del Dipartimento della Salute Usa, pubblicato sul New England Journal of Medicine, nel corso dell’ultimo anno gli Stati Uniti hanno registrato 23 mila accessi al pronto soccorso per disturbi dovuti agli integratori alimentari. Un dato molto elevato, che ha prodotto quale effetto (tra i tanti) quello di puntare il dito sugli integratori utilizzati per poter dimagrire e, in parte, per poter migliorare le prestazioni fisiche.

Ad essere incriminate sono state numerose sostanze che, afferma un report, dovrebbero essere assunte non con leggerezza, bensì sotto stretto controllo medico. L’elenco è piuttosto corposo e include alcuni prodotti noti e gettonati come il ginseng, una radice usata come energizzante naturale. Pianta adattogena, il ginseng coreano o siberiano viene a volte assunto al posto dei tradizionali ricostituenti, purtroppo con troppa facilità.

Di fatti, i principi attivi del ginseng possono facilitare la vasocostrizione e dunque aumentare la pressione arteriosa, specie in chi è tendenzialmente iperteso. Inoltre, avendo un’azione stimolante sul sistema nervoso centrale, il ginseng può provocare anche insonnia, nervosismo, tachicardia e cefalea.

Come anticipato, l’elenco è piuttosto vasto e comprende anche altre classi di integratori come quelli a base di alghe azzurre (come la spirulina) verdi (come la Klamath) e brune come l’alga Kombu, la Kelp e il Fucus Vesicolosus. Tutti questi integratori finiscono infatti con l’apportare una grande quantità di iodio inorganico che stimola la tiroide, motore del metabolismo umano. Ed è proprio per questa ragione, accelerando la combustione dei grassi, che offrono un piccolo aiuto per perdere peso. Ma con quali controbilanciamenti negativi? Il principale rischio è quello di superare la dose dei 150 mcg/die di iodio consigliata dai Larn e di causare quindi palpitazioni, tremori, agitazione e disturbi del sonno, specie se chi la assume è leggermente ipertiroidea.

Dunque, l’utilizzo delle alghe è controindicato a chi soffre di ipertiroidismo, ha problemi cardiaci, è in stato di gravidanza o allattamento. Inoltre, per qualsiasi tipo di integratore a base di alghe concentrate è bene non superare la dose di un grammo al giorno.

Da quanto sopra, è possibile pertanto trarre una considerazione di massima: qualsiasi sia la vostra condizione, prima di assumere qualsiasi prodotto (anche quelli che vengono pubblicizzati con maggiore “leggerezza”) consultate sempre il vostro medico di fiducia, e condividete con lui il da farsi: il vostro organismo ve ne sarà grato, ora e negli anni che seguiranno!

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